Archive for ‘Interviste’

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Vito De Filippo è Presidente della Regione Basilicata dal 2005, carica alla quale è stato eletto per la seconda volta nel 2010. Laureato in filosofia, ha lavorato come giornalista per diverse riviste e giornali locali. Ha cominciato la sua attività politica a 26 anni, ricoprendo le cariche di assessore provinciale alla Sanità, assessore regionale all’agricoltura, vicepresidente della Regione e Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata. Grande appassionato di letteratura e di cinema, dal 1990 al 1995 ha ricoperto anche il ruolo di Presidente del Centro di Drammaturgia Europeo, presso l’Amministrazione Provinciale di Potenza.
Nell’intervista che ci ha gentilmente concesso gli abbiamo chiesto di affrontare alcuni dei nodi fondamentali relativi al presente della Regione Basilicata, ma soprattutto al suo futuro.

La Basilicata è una regione che ha grandi margini di crescita. Ci può spiegare in dettaglio quali sono i suoi punti di forza, le sue bellezze, le sue virtù e le sue attrattive?
Per unanime ammissione, la Basilicata viene considerata da sempre l’altra faccia del Mezzogiorno, grazie ad una comunità moralmente sana, coesa ed operosa, oltre che in forza di un habitat ricco di risorse naturali (dall’acqua al petrolio) e di un ambiente ben preservato. Non a caso, autorevoli testimonial hanno definito la nostra regione una sorta di “giardino segreto” d’Italia. Giardino perché ricco di verde, con più del trenta per cento del territorio protetto: dal Parco nazionale del Pollino (il più grande d’Europa) al Parco nazionale della Val D’Agri, al Parco regionale di Gallipoli-Cognato. Nello stesso tempo, però, la Basilicata è ancora “segreta”, quasi “tenuta nascosta” e dunque autentica, armoniosa, meritevole di essere scoperta dal punto di vista naturalistico, storico e soprattutto enogastronomico. Ci sono infatti sapori unici che possono essere gustati solo da noi. Al punto che qualcuno di recente ha scritto: “Chi non conosce la Basilicata, non conosce il mondo”.

La dimensione dello sviluppo economico locale che punta ad orizzonti globali sembra essere una delle carte vincenti per l’era che ci prepariamo a vivere. Come pensa che la Basilicata possa inserirsi in questa tendenza economica mondiale?
In una sfida economica sempre più “glocale”, per utilizzare un neologismo che mette insieme due termini solo apparentemente antitetici come “globalizzazione” e “localismo”, la Basilicata potrà svolgere un ruolo di primo piano non solo grazie ad un utilizzo eco-compatibile della risorsa petrolio, che nei prossimi anni soddisferà il 12-15 per cento dell’intero fabbisogno energetico nazionale, quanto per la capacità delle piccole e medie imprese di sapersi adeguare alle sfide del mercato mondiale. Da tempo vado ripetendo che l’innovazione, l’Università e gli altri centri di ricerca che operano sul territorio lucano (dal Cnr di Tito al Centro di Geodesia spaziale di Matera, alla rete di aziende che operano nel settore dell’osservazione della terra) saranno strategici e prioritari per lo sviluppo territoriale, perché implementeranno sempre più modelli di competitività e di eccellenza. In particolare, per quanto riguarda l’industria, la Regione ha già posto in essere azioni tendenti a consolidare i “progetti di rete” a tutto vantaggio di imprese appartenenti a filiere produttive localizzate in Basilicata e finalizzati alla realizzazione di investimenti innovativi, oltre che all’acquisizione di servizi rivolti all’ottenimento di certificazioni e programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

L’amore per il proprio territorio è il primo requisito per presentare la propria regione al resto del mondo. Cosa vorrebbe che percepissero gli ospiti stranieri dalla conoscenza della sua terra?
Lo dicevo prima. La Basilicata fa parte di un Sud diverso. La gente che vi abita è schiva, laboriosa, ma soprattutto leale ed orgogliosa della propria identità. I lucani sanno cos’è il valore dell’accoglienza, specie nei riguardi dei visitatori che, da anni, sempre più numerosi, scelgono di trascorrere le proprie vacanze sulle coste dello Jonio e del Tirreno, sulle rive dei laghi di Monticchio, così come sulle cime del Pollino e delle Dolomiti lucane o in un percorso itinerante tra i castelli federiciani e i Santuari Mariani. Ecco, se dovessi riassumere in una battuta ciò che vorrei percepissero gli ospiti stranieri, direi che la chiave di volta della nostra specificità è, da un lato, il valore della “lucanità” intesa come valore sociale e dall’altro una peculiarità ambientale e storico-culturale.

La Basilicata vista come un “diamante” da scoprire: cosa pensa del progetto “Basilicata: A Charming Diamond”? Lei, da Presidente della Regione, come intende sostenere il progetto dopo questo primo Incoming internazionale?
E’ per noi motivo di orgoglio apprendere che anche agli occhi di una prestigiosa realtà internazionale, qual è quella rappresentata dai WTCA, la Basilicata venga considerata un piccolo “diamante” da scoprire. Ce la metteremo tutta – ora e in futuro, per quanto è nelle nostre possibilità – per dimostrare di aver meritato questo lusinghiero appellativo. Cosa fare? Di certo lavoreremo in sinergia per rendere condivisa, a tutti i livelli, quella che mi pare sia la “filosofia” dei WTC. Vale a dire: promuovere la pace e la stabilità delle nazioni attraverso gli scambi e le relazioni commerciali. Tanto più in un momento come questo contrassegnato da focolai di guerra nella sponda Sud del Mediterraneo, ai quali anche la Basilicata, in questo momento, guarda con grande preoccupazione.

L’intervista è stata tradotta e pubblicata sul sito WTCA


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Vijay Kalantri è Board Director del WTCA di New York, Vice Chairman del World Trade Center di Mumbai, India, una delle più imponenti ed efficaci strutture dedicate allo sviluppo del commercio e dell’economia internazionali presenti nella regione asiatica. L’ambiziosa vision del WTC Mumbai per il 2015 è quella di rappresentare il catalizzatore principale del commercio internazionale per quanto riguarda l’India, fornendo il massimo del supporto in termini di competenze specifiche e di strutture fisiche.
Vijay Kalantri è uno dei più importanti industriali dell’area indiana e ha una vastissima esperienza nel campo del management, della progettazione energetica e di strutture portuali. Oltre a essere presidente dell’AIAI (All Indian Association of Industries), è presidente del Consiglio Indiano per il Commercio Estero (ICOFT) e Presidente della Camera di Commercio Indo-polacca, di quella Indo-araba e di quella Indo-mauritius.
Dato il suo ruolo di primaria importanza nella gestione di molteplici realtà economico-commerciali di grandi dimensioni, abbiamo deciso di porgli alcune domande più specifiche sulle sue attività, sulla realtà indiana e sull’evento a cui parteciperà in Basilicata.

Mr. Kalantri, you hold several important offices and roles in many industrial and economical organs of India. Among the other things, you are on the Board Directors of the World Trade Centres’ Association. How this gigantic international network works, and which targets it is aiming to achieve nowadays?
You want to know first the key role WTC is playing globally and locally. Established in 1970, the World Trade Centres’ Association(WTCA) is a not-for profit , non-political association that fosters the WTC concept and develops inter-WTC co-operative programmes. WTCA membership includes nearly 315 WTCs in over 92 countries. Nearly one million companies are affiliated to various WTCs worldwide. “Peace and Stability through Trade” is the mission of the WTCA.
You may be pleased to know that the WTC network has become a powerful catalyst in promotion of international trade and investment. Today, the world trade is of the order of US$ 12 trillion (including both goods and services) and of this an estimated US$ 4 trillion i.e. one-third trade flows through the WTCs.
With its unique global mission and membership, the WTCA has become a world leader in creating innovative services for international business. The WTCA’s website is a one-stop source for global business information. Through strategic alliances with leading information and service providers, WTCA On-line offers quality products representing the best international trade information and services at discounted pri ces.
Coming to MVIRDC World Trade Centre, Mumbai, I am happy to say that it is a unique trade promotion organization in India dedicated to the promotion of India’s international trade. MVIRDC World Trade Centre is a member of the World Trade Centres’ Association (WTCA), New York, Mumbai and is the only operating Indian member of the WTCA and linked to other network of WTCs worldwide, making it a result-oriented gateway to global business. WTC Centre’s services and facilities in Mumbai have been certified as the Best Quality Practices by the WTCA World Trade Centre. WTC,Mumbai, has now become “India’s Preferred Catalyst for World Trade Development.” However we dot believe in resting on our laurels. We have to do more for strengthening international trade and services.
You mention about my role in other industrial and economic organizations in India. I am President of All India Association of Industries (AIAI) based in Mumbai. I am also heading Indo-Polish Chamber of Commerce and Indo-Mauritius Chamber of Commerce. Being chief of several trade organizations naturally gets you invitation to head several government and industry panels. My business background is textiles. However, now I am is Chairman and Managing Director of Dhige Port, a green-field project fast coming up near Mumbai.

Which is the importance of WTCA in the actual globalized scenario?
Globalization is fast becoming a reality as benefits of rising global trade is shared by all countries. Now all countries which are a part and parcel of globalization movement have to see that benefits of globalization are shared by all its people equally. If the gap between the rich and poor in a country widens despite globalization, one can only say that it is a sham globalization.

How can WTCA help providing “prosperity through trade” for the countries it established in ?
WTCA can usher in “prosperity through trade “by providing better opportunities for entrepreneurs to set up their own industries. It can also help raising competition in industry to provide quality products at a competitive price. WTCA buyer-seller meetings, signing of MoUs with other countries aimed at (WTC, Mumbai, has signed over 100 MoUs) is another way of stepping up two-way trade

India is a constantly growing country. Which is likely to become a world leading force. What is your insight about India’s actual situation and potential ?
In the context of GDP, India is the second fastest growing country after China. India has demographic advantage. Majority of its people is in the working age group. History has shown a country which has largest employable people always prospers. Apart from young people, India has a large pool of entrepreneurs eager to set up business rather than get employed. This is reflected in India’s services sector which contributes as high as 60 per cent to the country’s GDP. The country has also a vibrant small sector which leads in export. The world has started appreciating country’s knack for lean engineering. India has become leader in software. Perhaps most attractive thing about in India is that its people are capable of speaking English. India is also a democracy and has a well-established judiciary and legal system.
The salient features of Indian economy are as under:

GDP Growth

GDP growth : 9.2 % in 2007-08, 6.7 % in 2008-09, 7.4 % in 2009-10 (estimate)
GDP 09-10 US$ 1,299 (nominal) US$ 2,862 billion (on PPP basis) (estimate)
Sectoral share Agriculture 14.6$% Industry 28.5% Services 56.9%

FY 2010 : April 2009 – to March 2010) (estimate)

International trade
Merchandise
Exports US$ 176,7 billion
Imports US$ 287,7 billion

Services
Exports US$ 93.8 billion
Imports US$ 59.6 billion

Foreign investment inflows and forex reserves (US$ billion)

FDI (actual inflows)
FY 2006-07: 22.8; FY 2007-08: 34.8; FY 2008-09: 35.2; FY 2009-10: 32.4;

FII net
FY 2006-07: 3.2; FY 2007-08: 20.3; FY 2008-09: 15.00; FY 2009-10: 29.00;

Forex reserves
FY 2006-07: 199.2; FY 2007-08: 309.7; FY 2008-09: 252.00; FY 2009-10: 277.00;

(Source: Export-Import Bank of India)

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Martin Salloum è presidente e CEO della Camera di Commercio di Edmonton, Canada, carica alla quale è stato nominato nel 1994.
La Camera di Commercio di Edmonton è la voce ufficiale del comparto business di Edmonton. il World Trade Center di Edmonton rappresenta la divisione internazionale della Camera di Commercio di Edmonton ed è l’unica struttura del suo genere presente in Canada.
Nel corso sua carriera Martin Salloum ha ricoperto i più svariati ruoli: Direttore esecutivo e CEO della Camera di Commercio di Alberta, Economics Project Manager presso l’Autorità per lo Sviluppo Economico di Edmonton e Direttore del Dipartimento per lo Sviluppo Economico della Camera di Commercio di Edmonton.
Il WTC di Edmonton è una pedina fondamentale per lo scacchiere economico e commerciale di tutta l’area settentrionale dell’America del Nord: per questo motivo gli abbiamo chiesto di illustrarcene le peculiarità e le caratteristiche, oltre alle sue aspettative sull’imminente conferenza lucana.

Glocalisation is a fast-growing catch phrase of the new world market philosophy. Do you think the development of this economic dimension is destined to provide a renewed vision of trade relations world wide?
I think a lot of trade demand begins with local need – not all, but a lot. What Edmonton has done, as a northern city, is develop goods and services specifically for northern climates and as a result we have found export markets for a lot of those goods and services.

Your primary goal as president of WTC Edmonton is to develop trade in your city and region by enhancing import/export dynamics and improving on the international trading capacity. What can you tell us about this?
In addition to our largest market, the United States, a lot of Edmonton’s trade is done with other northern communities in places within Northern Alberta, the Northwest Territories, Nunavut and the Yukon. Edmonton business community has great interest in Canada’s North. These regions occupy close to the two thirds of our country’s land mass. And as the urban centre of Canada’s North, Edmonton is relied upon to deliver supplies and services to a host of communities in this region. We consider World Trade Centre Edmonton’s northern economic region to be a unique trading area and we work hard to foster trade and commerce between these areas.

In Edmonton specifically we have many success but also many challenges. With our economy being so hot, it is hard for local businesses to relax long enough to think about their customers in our region let alone what is available world wide. We have to work hard to explain why diversification of markets is ultimately very important to business and the economy in general.

But most of what we do as a trading city, province and country is export raw resources. We still want to capitalize on our resource-based exports but a value added economy is something that needs to happen. For example, what many don’t know is that Edmonton is a leader in healthcare, technology and environmental practices, to name just a few other sectors. Through World Trade Centre Edmonton we are striving to get this information out there in order that our economy and trade potential will be fully realized.

Have you ever been to Southern Italy before?
No. This will be my first time to the region and I am certainly looking forward to it. I only wish I had more time to take in the sights of your beautiful region. But this is a business and information gathering trip so what I take away from it I will certainly bring back to Canada with the hopes of improving our trading relationship.

What is your insight into Italy’s potential in Canada and what do you expect from the new WTC in our region?
I am keeping a very open mind about the possibilities. While there are many Italian Canadians as members of the World Trade Centre Edmonton, and others who are even on our staff, thus far, Italy has not been very aggressive in approaching our market. And for that reason I am coming to learn as much as I can in order to explore potential relationships between our two countries. What I do know, as a long time member of the World Trade Center Association, and now a sitting member of its board of directors, is that the World Trade Centre brand will only serve to help in your region’s future endeavors, be that with Canada or any other country in the world.

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